Fondamenti Teorici
L'approccio della Psicoterapia Psicodinamica Espressiva si fonda su una cornice teorica in costante evoluzione che integra il pensiero psicodinamico, le neuroscienze affettive e una formazione approfondita nei linguaggi espressivi della danza movimento terapia e dell'arteterapia, utilizzati come mediazioni cliniche all'interno della relazione terapeutica.
Tra i riferimenti teorici e pratici che guidano il lavoro clinico, assumono particolare rilevanza:
L'organizzazione dei vissuti corporei e affettivi nella memoria implicita, confermata dalle più recenti scoperte delle neuroscienze affettive (Schore, Siegel, van der Kolk);
Il movimento come medium terapeutico, per favorire l'accesso alle esperienze psichiche precoci e pre-verbali (Chace, Whitehouse, Govoni);
Il dialogo somatico intersoggettivo, come forma di comunicazione non verbale tra paziente e terapeuta (Stern, Gallese);
La sintonizzazione e la desintonizzazione consapevole, che permette una presenza empatica senza cadere nel contagio emotivo (Stern);
L'empatia cinestesica e il controtransfert somatico, come strumenti di ascolto e comprensione del processo terapeutico (Pallaro);
Il riconoscimento e la trasformazione di elementi di agio e di disagio, in una prospettiva integrata mente-corpo (Kestenberg);
La cura dell'integrità psicosomatica del terapeuta, considerata una condizione necessaria per accompagnare il paziente nel proprio percorso di integrazione (Ogden);
Il Movimento Autentico come pratica che favorisce l'ascolto profondo di sé, la connessione con l'inconscio e la relazione terapeutica non verbale (Whitehouse, Adler);
Modelli teorici specifici, come l'Analisi del Movimento Laban (LMA), gli studi di Kestenberg (KMP), la Infant Observation, la Infant Research e la Teoria Polivagale applicata alla psicoterapia (Porges, Gray);
Il riferimento all'opera di Artur Robbins, tra i primi autori ad aver elaborato un pensiero clinico espressivo a orientamento psicodinamico.