Le radici nella DMT e nella AT
La formazione delle socie fondatrici di SIPPE si è sviluppata all'interno di un percorso di specializzazione post lauream riconosciuto dal MIUR, che integra la psicoterapia psicodinamica con i linguaggi propri della danza movimento terapia e dell'arte terapia.
Questa radice formativa, maturata presso Art Therapy Italiana, costituisce il substrato espressivo dell'approccio clinico condiviso in SIPPE: i linguaggi del corpo, del movimento e della produzione artistica entrano nel lavoro terapeutico elaborati in una cornice psicodinamica, come mediazioni al servizio del processo di simbolizzazione e di cura.
SIPPE rimane aperta al contributo di psicoterapeuti che lavorano con altri linguaggi espressivi (teatrali, narrativi, musicali), purché all'interno di una cornice psicodinamica condivisa.
Le radici nella Danza Movimento Terapia
La psicoterapia psicodinamica espressiva si fonda sull'idea che il processo creativo sia centrale nello sviluppo umano e nella cura. Riprende concetti psicodinamici, in particolare da Winnicott, relativi allo spazio transizionale: luogo intermedio tra sé e il mondo esterno dove il bambino sperimenta creatività, sviluppo emotivo e nuove modalità di coping.
La psicoterapia psicodinamica espressiva mira a riattivare questi processi creativi primari all'interno della relazione terapeutica, favorendo nuove forme di regolazione emotiva e narrazione del sé. Un ruolo fondamentale è giocato dalla sintonizzazione affettiva e dalla risonanza, attraverso cui terapeuta e paziente costruiscono una regolazione reciproca attraverso comunicazioni verbali e non verbali.
Quando precoci rotture nelle relazioni hanno generato difficoltà di regolazione emotiva e fratture identitarie, la psicoterapia psicodinamica espressiva può facilitare l'emergere di emozioni non ancora simbolizzate tramite un contatto non verbale.
Gli elementi fondamentali derivati dalla DMT sono:
- creazione di un contenitore sicuro
- uso di sintonizzazione e rispecchiamento empatico
- strumenti LMA (Laban Movement Analysis) e KMP (Kestenberg Movement Profile)
- attenzione ai processi motori di risonanza e aggiustamento
- ruolo del testimone nel Movimento Autentico
- integrazione di verbale e non verbale


Le radici nell'Arteterapia
La psicoterapia psicodinamica espressiva riconosce nell'arteterapia una delle sue radici fondamentali, attingendo alla concezione del processo creativo come spazio in cui mondo interno ed esterno si incontrano e dialogano. I materiali artistici — pittorici, plastici, grafici — non sono semplici strumenti tecnici, ma mediatori tra l'esperienza soggettiva e la possibilità di darle forma simbolica. L'oggetto creato diventa così un elemento clinicamente significativo, capace di rendere visibile e lavorabile ciò che altrimenti resterebbe inaccessibile alla parola.
Nel setting della psicoterapia psicodinamica espressiva con mediazione artistica, processo terapeutico e processo creativo procedono insieme, generando (citando ancora Winnicott, 1971) un "ambiente facilitante": uno spazio potenziale in cui le esperienze possono prendere forma e i processi di simbolizzazione nascere e svilupparsi.
Robbins (1987) ha elaborato una concezione del ruolo terapeutico che richiede al terapeuta una particolare sensibilità estetica: una capacità di abitare la dimensione creativa del paziente come testimone partecipe e co-costruttore di significato, non come osservatore neutro.
La relazione terapeutica si configura come campo tripolare — paziente, terapeuta e oggetto creato — in cui ciascun elemento influenza gli altri. All'interno di questo campo, Luzzatto (1998) individua tre dimensioni comunicative che possono alternarsi nel corso del processo: una dimensione espressivo-creativa, in cui il dialogo principale avviene tra il paziente e la propria produzione; una dimensione simbolico-cognitiva, in cui l'immagine media la relazione tra paziente e terapeuta; una dimensione interattivo-analitica, in cui la comunicazione è diretta tra i due.
I materiali artistici fungono inoltre da contenitori di transfert e controtransfert: il campo immaginativo ospita parti scisse del sé, oggetti internalizzati e memorie non ancora elaborate (Parker Lewis, 1992). L'oggetto prodotto può essere letto come "immagine incarnata" quando diviene esso stesso oggetto di transfert, o come "immagine diagramma" quando ne rivela la struttura (Schaverien, 1992).
La formazione nell'arteterapia ha offerto alla psicoterapia psicodinamica espressiva una concezione della relazione terapeutica come spazio estetico condiviso, in cui ciò che emerge nella produzione creativa diventa occasione di incontro, riconoscimento e trasformazione dell'esperienza psichica.
Gli elementi fondamentali derivati dall'AT sono:
- l'oggetto creato come mediatore terapeutico
- la tri-relazione paziente-terapeuta-oggetto
- i materiali artistici come contenitori di transfert e controtransfert
- la sensibilità estetica del terapeuta come strumento clinico
- le dimensioni comunicative dell'immagine (Luzzatto)
- immagine incarnata e immagine diagramma (Schaverien)